Posta lungo il primo tratto della Via Taverna, raffigura la Madonna col Bambino, San Giorgio e San Gaetano. Di particolare soavità il volto di Maria. Data di costruzione imprecisata. Una seconda santella, intitolata a Papa Giovanni XXIII si trova poco più a monte.
Sono cinque spalti, uno sopra l’altro, guadagnati alla coltivazione con una potente struttura di sostegno, composta di massi ciclopici – i più grandi agli spigoli – che ricordano le terrazze peruviane di Macchu Picchu. «Gli stessi massi appaiono infatti squadrati e posati in perfetto equilibrio nonostante il peso sia nell’ordine dei quintali differenziandosi così dai tradizionali muri a secco, molto più recenti rispetto alle “megalitiche mura” orobiche. Viste le dimensioni, è difficile ipotizzare un loro utilizzo per realizzare dei terrazzamenti oppure segnare i confini dei pascoli circostanti, quanto piuttosto è più probabile uno scopo mistico come indicato da Adriano Gaspani, membro dello staff dell’Osservatorio Astronomico di Brera (Milano). In un suo studio il ricercatore bergamasco ha avanzato l’idea che i fabbricati siano frutto di una comunità organizzata presente nell’area a cavallo fra il IV e il III secolo avanti Cristo e decisa a orientare le strutture murarie in base ad alcune posizioni del sole». https://www.bergamonews.it/2022/08/21/ca-marta-storia-dei-ciclopici-muraglioni-della-val-brembana/540450/.
Situata nella contrada di Prato Nuovo e sulla strada per Carnito all’incrocio con la Strada Taverna, è contraddistinta da forme molto semplici. Si può comunque ammirare il piccolo altare con una splendida cornice in stucco. Data di costruzione: XVIII secolo.